Possono revocare il porto d'armi se si tarda a denunciare il furto? Anche se era custodita in cassaforte?

 Subire il furto di un'arma è un evento traumatico, ma la gestione delle ore successive è cruciale per non perdere la licenza di porto d'armi. Una recente sentenza del TAR Emilia-Romagna, Parma, Sezione I, 14/01/2025, n. 9 ha acceso i riflettori proprio sul comportamento del detentore post-evento, confermando la legittimità del divieto di detenzione armi (art. 39 TULPS) per chi mostra superficialità in questa fase delicata.

Nel caso esaminato, i giudici hanno ritenuto che la condotta del ricorrente, caratterizzata da un ritardo nella denuncia e dalla mancata messa in sicurezza immediata delle altre armi possedute, fosse indice di inaffidabilità. L'Amministrazione, infatti, non valuta solo la diligenza nella custodia preventiva (come l'uso di armadi blindati), ma anche la reattività e il senso di responsabilità dimostrati nell'emergenza. Non denunciare tempestivamente o trascurare la protezione delle armi superstiti denota, secondo il TAR, una carenza di quella "specchiata condotta" necessaria per mantenere il titolo di polizia.La lezione è chiara: in caso di sottrazione, la priorità assoluta deve essere la denuncia immediata alle Forze dell'Ordine e l'adozione di misure straordinarie per proteggere ciò che resta. Qualsiasi esitazione può essere letta come un sintomo di pericolosità sociale o scarsa affidabilità, legittimando il ritiro cautelativo di tutte le licenze.Sui tempi, per la Cassazione, sez. I penale,  (sent. 35922 del 4.11.2025) la denuncia va fatta SUBITO. Non hanno alcun senso le 72 ore previste per altre situazioni.Ovviamente poi va approfondito il tema della responsabilità o meno per le modalità di custodia. Secondo quanto sopra si può perdere il porto anche se l'arma era custodita con tutte le cautele del mondo (cassaforte magari quella di Fort Knox). 

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